08 Gennaio 2021

A cura di Cristian Scatena – Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, Università di Pisa

L'immunoterapia di precisione rappresenta attualmente uno strumento terapeutico fondamentale per aumentare l'efficacia degli schemi di trattamento oncologici, sia nel contesto metastatico oggi, sia in quello neoadiuvante e adiuvante domani. Tale approccio si avvale della selezione accurata dei pazienti mediante le informazioni provenienti dalla valutazione di marcatori specifici (o biomarcatori). Tra questi, il ligando di morte programmata o programmed death-ligand (PD-L)1 rappresenta il più promettente. Tuttavia, sono stati ampiamente studiati altrettanti interessanti biomarcatori, quali i linfociti infiltranti il tumore o tumor infiltrating lymphocytes (TILs), il carico mutazionale del tumore o tumor mutational burden (TMB), l’instabilità dei microsatelliti o microsatellite instability (MSI) e il sistema di riparazione del DNA o mismatch repair (MMR). In particolare, numerose evidenze scientifiche confermano il migliore tasso di risposta complessivo ai trattamenti immunoterapici di tumori con alto TMB e con MSI (1, 2).

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