29 Luglio 2020

A cura Cristian Scatena, Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, Università di Pisa e Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana

PD-L (programmed death-ligand o ligando di morte cellulare programmata) 1 è una proteina transmembrana di circa 40kDa e nell’uomo è codificata dal gene CD274. Nota anche come CD274 o B7-H1 (omologo B7-1), PD-L1 svolge un ruolo importante nel sopprimere il sistema immunitario adattativo in condizioni come la gravidanza, le malattie autoimmuni, l’allotrapianto di organi. L'interazione di PD-L1 con la proteina PD (programmed cell death o proteina di morte cellulare programmata)-1 trasmette un segnale in grado di inibire l’attivazione dei linfociti T nonché le loro funzioni effettrici (citotossicità e rilascio di citochine) (1). PD-L1 può essere esposta sulla superficie delle cellule sia tumorali che immuni (2, 3). L’interazione PD-1/PD-L1 viene sfruttata dalle cellule tumorali per sfuggire all’attacco del sistema immunitario e dunque sopravvivere.
Al fine di ripristinare l’attività antitumorale del sistema immunitario sono stati sviluppati nuovi farmaci, cosiddetti “immunoterapici”, capaci di bloccare l'interazione PD-1/PD-L1. Si tratta di anticorpi che legandosi a PD-1 o PD-L1 inibiscono l’inattivazione dei linfociti T contro le cellule tumorali. Così facendo, l’organismo aumenta le capacità del sistema immunitario di riconoscere e combattere il tumore.

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