29 Luglio 2020

A cura Matteo Lambertini, Università degli Studi di Genova, IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, Genova

Lo sviluppo dell’immunoterapia, in particolare con l’utilizzo di anticorpi monoclonali inibitori dei checkpoint immunitari (ICI), ha radicalmente cambiato la storia naturale di diverse neoplasie e la prognosi di molti pazienti oncologici. Rispetto ad altre neoplasie come il melanoma e il carcinoma polmonare, lo sviluppo di ICI per il trattamento del carcinoma mammario è stato più lento. Tuttavia, negli ultimi anni, gli studi clinici con ICI nel carcinoma mammario si sono moltiplicati, e a marzo 2019 è arrivata la prima approvazione in questa neoplasia da parte della Food and Drug Administration (FDA) con l’utilizzo di atezolizumab in combinazione con nab-paclitaxel come trattamento di prima linea del carcinoma mammario triplo negativo (TNBC) avanzato con espressione di PD-L (programmed death-ligand) 1.

Nonostante siano in corso molti studi clinici anche per le forme HER2 (recettore per il fattore di crescita epidermico umano)-positive e luminali, il TNBC rappresenta la principale area di sviluppo essendo il sottotipo di carcinoma mammario più immunogenico e la forma con la maggior urgenza di sviluppare nuove strategie terapeutiche efficaci.

L’intento di questa newsletter è fornire una prospettiva sull’utilizzo di ICI nel TNBC negli stadi avanzato e precoce.

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